Amore, non amore, dis-amore cosa stai vivendo nella scelta?
Vivi l’amore che inventa la felicità dove manca?
O Vivi l’amore stanco, anaffettivo, inconcludente, deluso, indifferente, bisognoso, morboso, sfiduciato, diffidente, dipendente?
Concordi con me che questo tipo di relazioni non possono chiamarsi Amore. In questi “amori” abita la sofferenza, sono vissuti come una “spina al fianco”, e se all’inizio sembra toccare il cielo con un dito con i giorni, le notti, il tempo passato insieme, cala il velo davanti agli occhi e inizia a salire la frustrazione, la tristezza, la rabbia, l’incertezza.
All’improvviso scoprire che qualcosa non funziona
Le radici di quell’unione non sono poi così salde, e accorgersi che forse qualcosa non è finito, e forse qualcosa non è mai iniziato. Una sensazione di vuoto dentro, e quella donna o quell’uomo vicino, sembra quasi uno sconosciuto/a. Questa non è la storia di tutti, ma sono storie comuni a molti.
Storie d’amore idealizzate, instaurate per il desiderio di vicinanza…e che importa se poi palesano un rapporto di comodo, annoiato o stanco, maschilista o narcisista, deluso, trattenuto, tradito, ferito o sfiduciato, purchè insieme e non da soli. Vivere il riflesso di un amore con l’amaro in bocca e l’insoddisfazione dentro, insieme ad una mediocre e dissimulata felicità. Il pericolo in questo far finta di niente, è annullarsi arrivando a non sentire niente, a scomparire nell’abitudine pensando sia la normalità.
Convincersi di essere ingrati verso la vita, che non c’è soluzione… niente da fare, di non meritare altro. Una normalità che arriva a parlare con i toni alti dell’infelicità, dove il malessere inascoltato sprofonda nel silenzio. Una storia alimentata da false promesse, parole vuote fatte di niente. L’illusione di un amore che si nasconde dietro un dito, dietro un fiore, dietro il pensiero che lui/lei possa cambiare, per arrivare con rabbia a non guardarsi, a ferirsi, controllarsi, tradirsi.
AMORI SBAGLIATI?
No, non c’è nulla di giusto o sbagliato, forse sono quelle parti di noi ancorate a quel frammento di storia primaria vissuta che ha ferito, lasciando un vuoto incolmabile dentro per dei bisogni insoddisfatti con l’impossibilità di stare bene con gli altri ma, soprattutto, con se stessi.
Siamo tutti superstiti di storie fondate su schemi e condizionamenti antichi. Ognuno vive la propria storia e come ogni storia contiene altre mille storie. Ma noi non siamo la storia, tuttavia serve comprenderla, accettarla e trasformarla per poi lasciarla andare, per costruirne una tutta nostra con tutto il meglio e il bello.
COME COSTRUIRE UNA STORIA NUOVA
L’amore nasce dall’assenza di un bisogno, questo ci obbliga ad uccidere gli schemi, a placare le tempeste dentro che ci osteggiano, a scardinare un Io nel quale ci riconosciamo e ci identifichiamo, che ci blocca e ci limita, e senza il quale noi non sappiamo più chi siamo. Serve spogliarsi di un’identità che non riconosciamo, per incontrare noi stessi prima d’incontrare gli altri. Sanare la storia, le radici, le ferite e con coraggio rivolgersi a quei draghi che ci abitano dentro per farli uscire allo scoperto. In essi dimora delizia e spavento, ma strano a crederlo sono stati alleati preziosi, perché hanno custodito e protetto la più grande ricchezza: la nostra essenza.
PACIFICARSI CON IL PROPRIO MONDO INTERIORE
Avvicinarsi pian, piano con il rispetto dei tempi, e con gentilezza e compassione, permettere che i nostri demoni si facciano da parte per poter manifestare la nostra parte più vera e autentica. Nel ritrovarsi, scoprirsi innamorati di se stessi e della vita, con la possibilità di aprire la porta del cuore all’altro/a e istaurare una relazione matura e soddisfacente, dove la fisicità è vissuta con un erotismo libero e gioioso, e non come una mera sessualità. Una magia resa possibile divenendo pienamente consapevoli del nostro corpo, e non più scissi da esso.
L’AMORE UN SENTIMENTO SACRO
In esso dimora il perdono, l’attenzione e la cura con la consapevolezza che ci si può smarrire insieme con la garanzia di potersi ritrovare, mantenendo ognuno confini ben definiti con la propria individualità: dove finisce l’uno inizia l’altro. Per sapere di più sui confini clicca qui Un rapporto esclusivo che non esclude, accetta, accoglie e sostiene senza correggere, all’interno del quale si condividono progettualità, complicità, passione, fisicità dove, nel rispetto reciproco, si costruisce insieme in un flusso equo tra dare e ricevere. Due anime che nell’amore accettano l’avventura: entrare insieme nel flusso della vita per camminare nella stessa direzione, e affrontando ostacoli e sfide, tra risate, lacrime e capricci, vivere il legame sul “filo rosso” del destino che le unisce.
Caterina Lattanzio

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