È il soffio della vita, il mezzo che permette di scendere in questa dimensione con l’opportunità di conquistare se stessi e vivere le proprie esperienze. Grazie a lei la scelta di far sviluppare nel suo grembo la vita: un miracolo della natura che la donna può creare.
UN FIGLIO SI SPECCHIA NEGLI OCCHI DI SUA MADRE E ATTRAVERSO L’IMMAGINE CHE ESSA GLI RIMANDA COSTRUISCE SE STESSO.
In qualsiasi modo sia andata e qualunque sia l’immagine della madre che ognuno di noi porta dentro, amabile e accudente o divorante e terrifica che sia stata, serve essere consapevoli che questo legame esiste dentro di noi e sarà il filtro sugli occhi e sul cuore con cui guarderemo il mondo da adulti. Un legame indissolubile che non si può spezzare ma il filtro può essere trasformato attraverso l’accettazione e la consapevolezza.
L’EREDITA’ MATERNA: LA SFIDA PIU’ GRANDE DA AFFRONTARE
Uscire dagli stereotipi, reinterpretare i ruoli, ed eventualmente distanziarsi dalle lezioni apprese nel periodo di crescita. Nasciamo figli, genitori impariamo ad esserlo giorno dopo giorno, spesso compiendo inconsapevolmente modalità e comportamenti che abbiamo integrato nella nostra infanzia, e che mai e poi mai pensiamo di voler rimettere in pratica, anzi nella maggior parte dei casi siamo convinti di agire in modo differente.
Un percorso significativo quello dell’infanzia e dell’eredità materna che accompagna l’adulto in tutta la sua vita, influenzando emotività, relazioni, socialità. Per una figlia è molto difficile entrare serenamente nell’esperienza della maternità se prima non si è pacificata pienamente con se stessa e con la propria madre. Sembra facile ma in realtà non è un gesto così scontato, molte riescono a farlo con scioltezza, altre attivano varie forme di auto sabotaggio, altre ancora finiscono per esserne vittime. Il primo passa da fare è lasciare andare la speranza di poter ricucire i pezzi di una relazione con una madre incapace di esserlo, rinunciare a colmare quei vuoti che non possono essere più colmati e accettare quello che è stato: guarire da quell’immagine di mamma e papà introiettati e dismettere i modelli operativi interiorizzati per attingere da se stessi. Una libertà di essere che porta l’individuo a diventare prima genitore di se stesso per poi esserlo dei propri figli in modo consapevole.
IL PRIVILEGIO DI DIVENTARE MADRE
Una donna non può chiamarsi madre solo per un fatto puramente biologico.
Una donna può definirsi madre quando apre il proprio cuore al bambino in modo incondizionato, con il quale si impegna a costruire giorno dopo giorno un rapporto empatico e privilegiato fatto di cure, pazienza, attenzioni e un contatto fisico colmo di carezze, coccole e amore. Una madre è colei che sa rendere e far sentire ogni figlio unico, speciale, insostituibile, un porto sicuro ove rifugiarsi. Sa contenere e incoraggiare il proprio figlio instillando fin dal primo istante fiducia e sicurezza, ripetendo ogni giorno che è intelligente, gentile, meraviglioso, magico, unico.
Libera dal giudizio e dalle aspettative, si pone terreno fertile ove custodire quel figlio che accompagnerà passo dopo passo nel mondo per poi lasciarlo andare: e quel figlio potrà sentirsi libero di manifestare quel senso di identità costruito giorno dopo giorno specchiandosi negli occhi sua madre, che lo ha accolto, protetto e amato senza soffocarlo, volerne il controllo o bloccandolo sul sentiero della vita.
SEMPLICEMENTE MAMMA ?
Nella maternità la donna inizia un viaggio dove si confronta ogni giorno con insicurezze, dubbi e la paura di sbagliare. Nel ruolo di madre rivoluziona la sua vita, ridefinisce i ritmi, la propria identità, le relazioni, accantona progetti, sogni e desideri per affrontare difficoltà, gioie, sacrifici e sofferenze. All’improvviso rompe il rapporto con il tempo, va incontro ad un cambiamento psicologico, sociale e fisico, dove si confronta con i propri limiti e la propria immagine allo specchio arrivando a non riconoscersi più nella donna che era prima della maternità; perde di vista cos’è la privacy, il sonno e i propri spazi, si scopre multitasking, fragile e forte insieme. Nella convivenza mette in secondo piano se stessa dimenticando molto spesso di essere soprattutto una donna. Un donna che vivendo una condizione complessa e delicata, ancora oggi difficilmente viene compresa e supportata adeguatamente.
VIVERE LA DONNA CHE CI ABITA DENTRO
Perdere di vista la donna che è dentro di noi per vestire esclusivamente il ruolo di madre, è l’errore più grande che possiamo fare. Fondamentale dedicarsi del tempo, prendersi cura di se stesse, della nostra femminilità, sperimentarsi, scoprire, alimentare e soddisfare quei desideri che vanno al di là della maternità e…se per caso hai pensato che tuo figlio non può stare senza di te e ti senti in colpa se lo lasci, devi sapere che se da una parte mamma e bambino hanno bisogno della presenza reciproca, dall’altra per entrambi è funzionale anche l’assenza, per evitare di sviluppare un rapporto di fusione e simbiosi che non giova ad entrambi, dove il rischio maggiore per il bambino è l’assenza di identità.
LA MIA ESPERIENZA COME MAMMA
Come madre posso affermare che la maternità è stata un dono, un’esperienza intensa, luminosa, curiosa, tenera e divertente, in cui giorno dopo giorno ho visto crescere il mio cuore mentre si riempiva d’amore infinito per le donne più importanti della mia vita. Oggi, osservando i loro passi e gli sguardi rivolti alla vita, con un impegno orientato alla libera manifestazione di se stesse e al raggiungimento dei loro sogni, il mio cuore si gonfia di orgoglio e mi sento così grata e fortunata ad averle nella mia vita.
LA DIFFICOLTA’ DI UN IMPEGNO CHE DURA TUTTA LA VITA
Sicuramente l’avventura più difficile e impegnativa della mia vita, dove nonostante l’impegno per essere una mamma speciale agli occhi delle mie ragazze, non sono mancati gli inciampi, le cadute e gli errori dati dall’inesperienza. Può essere definita la relazione più misteriosa, magica, impegnativa che una donna si trova ad affrontare, e non esistono formule magiche o manuali da seguire per essere un genitore. Un’esperienza che si mostra in modo diverso e unico, con sfumature sempre diverse da un figlio all’altro, dove è inutile vestire i panni delle Wonder Woman … anche se poi in fondo, in fondo un po’ super lo siamo, visto le tante cose che una mamma riesce a sostenere e ad affrontare tutte insieme. Inutile anche pensare di raggiungere l’idea di essere mamme perfette, perché non esistono e non lo saremo mai.
DONNE LIBERE CON IL DIRITTO DI ESSERE E SOGNARE
In verità non serve nemmeno essere una mamma speciale, è indispensabile invece diventare un sano esempio da seguire, maturo e responsabile. Ma per esserlo davvero serve un impegno costante e fare qualcosa in più…occorre rinegoziare il proprio vissuto, risolvere le ferite ed i conflitti che dimorano dentro di noi e ritrovare il diritto di essere e sognare, libere da catene e condizionamenti. Un passaggio obbligato se vogliamo lasciare ai nostri figli l’unica irrinunciabile eredità: la libertà di vivere la vita liberi di essere e manifestare la propria vera essenza.
Un augurio speciale a tutte le mamme
Con amore
Dott.ssa Caterina Lattanzio – Insieme Dentro la Vita
