CHE COS'E' IL TRAUMA?

CHE COS’E’ IL TRAUMA?

Il trauma è forse la causa di sofferenza umana maggiormente elusa, ignorata, sottovalutata, negata, incompresa e non curata. Somatic Experiencing®, vede il trauma non come una malattia ma come un fatto normale di vita, derivato dall’enorme quantità di energia che rimane intrappolata nel corpo, perché non si è stati nella possibilità di completare le risposta di sopravvivenza di fronte ad un evento percepito o vissuto come pericoloso o sopraffacente per la propria sicurezza e incolumità o come prodotto finale dello stress cumulativo. Col tempo, il sistema nervoso autonomo produrrà una serie di sintomi che andranno ad influire profondamente su ogni aspetto della vita.

Il cervello memorizza il trauma e la persona che lo ha subito rimane imprigionata nella coazione a ripetere, cercando inconsciamente situazioni simili nel tentativo di risolverlo, finchè non viene affrontato in modo concreto e profondo per ritrovare se stessi e il proprio equilibrio.

Fino a poco tempo il trauma veniva racchiuso in una categoria con riferimento ad eventi gravi riconosciuti, definiti “grandi traumi” o “traumi con la T maiuscola” collegati a:

  • Disastri naturali, lutti
  • Gravi abusi fisici o emotivi
  • Guerre
  • Lesioni o malattie devastanti
  • Atti di violenza assistita o subite
  • Lesioni o malattie devastanti
  • Stupro o tentativo di stupro
  • Traumi da parto (sia per la madre che per il neonato)

La realtà attuale ha riconosciuto anche una seconda categoria di eventi apparentemente comuni, definiti “piccoli traumi” o “traumi con la t minuscola”alcuni dei quali spesso banalizzati, che possono avere su una persona lo stesso effetto devastante al pari di eventi traumatici gravi. Si tratta prevalentemente di “traumi relazionali” che non mettono in pericolo la vita ma che vanno ad influire sulla formazione dell’identità e dare origine a convinzioni negative su di sé, gli altri e la vita.

L’ elenco parziale di questi eventi ha il solo scopo di fornire un’idea approssimativa:

  • Incidenti sportivi o automobilistici di lieve entità (perfino leggeri tamponamenti) specialmente quelli che causano il colpo di frusta
  • Procedure mediche e dentarie invasive, soprattutto se praticate su bambini immobilizzati o sotto anestesia
  • Cadute ed altre lesioni anche di lieve entità, maggiormente se riguardano bambini e anziani
  • Malattia, soprattutto, con febbre alta
  • Intossicazione
  • Senso d’abbandono (sentirsi abbandonato), in particolare nel caso di bambini piccoli e neonati
  • Immobilità prolungata, soprattutto per i bambini (ingessatura, fasciatura rigida, trazione)
  • Esposizione a calore o freddo estremi (soprattutto per bambini e neonati)
  • Rumori forti improvvisi (soprattutto per bambini e neonati)
  • Esperienze traumatiche nella fase Pre o Perinatale o nell’età evolutiva
  • Negligenza emotiva o fisica
  • Guardare eventi ad alto impatto emotivo che possono generare uno stress travolgente (per le persone di qualunque età può avere un impatto traumatizzante)
  • Conflitti
  • Abuso emotivo e domestico,
  • Bullismo
  • Separazioni o divorzi
  • Tradimenti
  • Offese o punizioni
  • Forti critiche

In questo senso è possibile affermare che ognuno di noi ha vissuto dei traumi ma non tutti reagiscono allo stesso modo. Un evento può essere molto traumatico per una persona e non esserlo per un’altra, poiché le persone differiscono enormemente nelle loro capacità di gestire situazioni difficili di vario genere. Molteplici sono i fattori: le diverse costituzioni genetiche, le dinamiche familiari, l’età dell’individuo, le sfide ambientali precoci, le storie di traumi specifici, dell’ attaccamento o dello sviluppo. Il trauma legato all’attaccamento nasce da un’educazione funzionale di cui i bambini hanno bisogno per sviluppare comprensione e resilienza. Molti sono i fattori che possono essere fonte di stress, creare effetti visibili o invisibili o portare ad una traumatizzazione i bambini. Per quanto un evento altamente stressante possa danneggiare i bambini quando non viene trattato, la cosa positiva è che, se sono sostenuti, protetti e rassicurati tempestivamente dai genitori o dalle persone di cui si fidano, riescono prontamente ad elaborare e superare l’evento. L’importanza di identificare i segnali, appena l’evento si è verificato, risulta essere fondamentale per metabolizzare l’accaduto e limitare le conseguenze dannose.

(Come vede il trauma un bambino? Come lo esprime? Come evitarlo e come intervenire? Per approfondire CLICCA QUI)

È importante ricordare che quando si parla di trauma è la percezione di pericolo a costituire il fattore principale e più l’età è precoce maggiori sono le conseguenze riportate .

“Le reazioni che avvengono in un evento traumatico sono essenzialmente istintive e gestite dal sistema nervoso autonomo – che regola la digestione, il riposo, la veglia, le tensioni muscolari, il respiro, la deglutizione, il battito cardiaco, gli ormoni, la sessualità, la temperatura del corpo, l’istinto protettivo. Pertanto,

NON possono essere influenzate dall’intelletto o dalla volontàQuesto spiega perchè gli approcci cognitivi e il lavoro con le emozioni possono migliorare alcuni sintomi, ma difficilmente riescono ad essere d’aiuto a risolverli.” (Levine)

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